Negli ultimi tempi si parla sempre più spesso di cambiamenti climatici, qualità dell’acqua, inquinanti emergenti, biodiversità, plastica e microplastiche e di molteplici iniziative e azioni volte alla sostenibilità per rispondere ai 15 obiettivi dell’Agenda ONU 2030.

Tra questi emergono la lotta all’inquinamento da plastica e l’educazione al rispetto e all’utilizzo sostenibile di uno dei beni più preziosi per l’uomo e l’ambiente in cui vive, l’acqua.

In questo contesto sempre più ricco di iniziative eco-sostenibili e salutari, gli Italiani si distinguono per un record molto negativo, quello per il consumo di acqua in bottiglie di plastica! 

Italiani preferiscono acqua in bottiglia

I dati evidenziano che gli Italiani dal 2009 al 2019 invece di abbandonare le bottiglie di plastica ne hanno addirittura aumentato il consumo. Un primato molto deludente se si pensa che proprio la mal gestione delle bottiglie di plastica usate rappresenta una delle principali cause dell’inquinamento da plastiche e microplastiche che tanto fa discutere.

Ma è proprio necessario, salutare, vitale … bere acqua in bottiglia? Bere acqua è vitale ma le bottiglie di plastica rappresentano un’abitudine, oltretutto insana, che nel tempo si è radicata grazie a false credenze e a disinformazione su uno dei beni che pochi Italiani sanno apprezzare: l’acqua del loro rubinetto!

Italiani al terzo posto nel mondo per il consumo di acqua in bottiglie di plastica: un record negativo

Il mondo oggi risuona di iniziative e intenti globali volti a salvare l’umanità e la Terra in cui tutti viviamo riducendo il consumo di plastica e favorendo un utilizzo sostenibile dell’acqua, una risorsa vitale che si sta esaurendo.

New York potrebbe diventare la prima metropoli plastic free.

“Santarcangelo Plastic free” è un’iniziativa che coinvolge a raggio il Comune, i cittadini e le varie attività commerciali di questa cittadina romagnola.

Dalle metropoli ai piccoli paesini di tutto il mondo, la lotta alla plastica si arma di buoni propositi volti a cambiare abitudini e stili di vita che negli anni sono arrivati a sommergerci di oceani e isole di plastica.

Allo stesso modo, aumentano giorno dopo giorno le campagne per evitare lo spreco d’acqua e sensibilizzare bambini, adulti e anziani a bere più “oro blu”.

In tale contesto orientato alla sostenibilità e alla salute l’Italia sembra però andare in controtendenza con un record che non ci rende gloria.

Gli Italiani infatti sono tra i più grandi consumatori di acqua in bottiglie di plastica, al terzo posto nel mondo dopo Messico e Thailandia. In particolare, dal 2009 al 2019 il consumo di acqua di bottiglie di plastica è raddoppiato da 5 miliardi a 10 miliardi.

Aumento del consumo di acqua in bottiglia di plastica

Gli Italiani invece di rinunciare alle bottiglie di plastica ne hanno addirittura aumentato il consumo. Il dato che sorprende tutti, a livello mondiale, è che si tratta principalmente di acqua naturale liscia in bottiglia, il 71% dei volumi di vendita, pari a 7 miliardi e 200 mila bottiglie acquistate dagli Italiani nel 2019.

Un comportamento non compreso dal resto del mondo perché l’Italia è uno dei Paesi con il più elevato volume di risorse idriche di qualità.

L’acqua è un bene di cui siamo ricchi e che molti ci invidiano ma che noi non sappiamo ancora ben apprezzare e gustare. Perché? False credenze, disinformazione, questioni di gusto e abitudini errate, un mix che non ci aiuta a bere l’acqua del rubinetto!

Bere acqua in bottiglie di plastica: siamo veramente più sicuri e comodi?

Molte persone affermano che preferiscono l’acqua in bottiglia rispetto a quella del rubinetto perché si sentono più sicuri.

In questo caso siamo nell’ambito di false credenze oggi non più giustificate. Oltre a poter contare su falde, sorgenti e fonti di acqua di valore e con gradi di purezza che il mondo ci invidia, oggi la maggior parte dei gestori degli acquedotti in Italia si avvale di sistemi di controllo che assicurano agli Italiani acqua buona e controllata .

Acqua quindi che risponde a caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche che ne certificano la qualità e la sicurezza per l’uomo sulla base di criteri che sono legge, nel vero senso della parola in base al Decreto Legislativo 31/2001.

Gruppo CAP poi segue un sistema di controllo e gestione dell’acqua focalizzato non solo sul controllo ma anche sulla previsione di eventuali criticità.Preferire bere acqua del rubinetto

Il fine è quello di fornire ai propri utenti acqua potabile caratterizzata da una composizione in minerali di valore, come si può leggere nell’etichetta dell’acqua che accompagna la bolletta.

In pratica l’acqua potabile che esce dal rubinetto di casa non ha nulla da invidiare a quella nelle  bottiglie di plastica. Anzi,  Gruppo CAP verifica ogni giorno, se non ogni minuto, la qualità dell’acqua che fornisce attraverso sofisticati sistemi di controllo attivi 24h.

Pensandoci su, l’acqua in bottiglia segue altrettanti verifiche e controlli fino all’imbottigliamento ma poi si potrebbero elencare diversi punti critici che potrebbero alterarne le caratteristiche… 

Sembrerebbe poi che parecchi Italiani non riescano a rinunciare alla comodità della bottiglia di plastica usa e getta.

In realtà l’alternativa c’è e sono migliaia di tipi di borracce che rispondono alle esigenze di praticità di tutti, dai bambini agli anziani, dal manager allo sportivo.

Usare le borracce al posto delle bottiglie di plastica è un comodo cambiamento da considerare sia per le proprie tasche che per l’ambiente. Permette di bere acqua potabile che sgorga fresca dal proprio rubinetto risparmiando in denaro e riducendo sprechi e inquinamento.

L’acqua in bottiglia di plastica costa in media dai 0,12 a 0,70 euro, un mercato che ogni anno si calcola in miliardi e che incide parecchio sulle tasche degli Italiani.

L’acqua del rubinetto costa meno, anche perché riduce i costi dell’inquinamento, dai trasporti all’eliminazione della plastica.

Inoltre, i miliardi del mercato dell’acqua in bottiglia non sono da calcolare solo in euro ma anche in numero di bottiglie di plastica da trasportare e poi smaltire: un costo elevatissimo anche per l’ambiente e la salute.

Quando sono il gusto e la salute a condizionare le scelte, ricordiamoci il vetro!

Tra le ragioni per cui si potrebbe giustificare il consumo di acqua in bottiglia si possono accettare le questioni di palato e la salute.

Ci sono persone che preferiscono l’acqua effervescente o gasata e i gusti personali non si possono più di tanto discutere. Ma, perché c’è sempre un ma, anche secondo i dati a disposizione, abbiamo già evidenziato che il 71% del mercato dell’acqua in bottiglia in Italia riguarda l’acqua minerale liscia.

Seguono con il 13% quelle effervescenti, l’11% quelle gassate e il 5% quelle leggermente frizzanti.

Facendo un breve calcolo, capiamo che il record italiano potrebbe essere abbattuto velocemente acquisendo la sana abitudine di bere acqua del rubinetto dato che solo il 39% di Italiani beve acqua in bottiglia dal gusto particolare.

Addirittura, si potrebbe eliminare dal conteggio 1 miliardo in più di bottiglie imparando a gasare l’acqua del rubinetto

Quando si tratta di salute, il discorso cambia. Se il medico ci indica particolari tipi di acqua per questioni di salute e l’acqua del nostro rubinetto non le presenta, siamo di fronte al solo caso in cui si può giustificare l’utilizzo di particolari tipi di acqua in bottiglia.

Bottiglie di acqua in vetroMa la plastica è sempre meglio evitarla: abbiamo il vetro! Uno dei dati che più fanno riflettere è che negli ultimi 10 anni è diminuito il consumo di acqua liscia in bottiglia di vetro in particolare è passata dai 31 milioni circa del 2009 ai 24 milioni del 2019.

Un trend negativo che riguarda anche l’acqua effervescente e quella leggermente gasata, ma non quella gassata, che vede un aumento di 2 milioni di bottiglie acquistate confrontando il 2009 e il 2019.

L’acquisto di acqua ma anche di altre bevande in bottiglie di vetro dovrebbe ritornare però tra le nostre abitudini.

In pratica, se proprio non si può o non si vuole rinunciare all’acqua in bottiglia, almeno si scelga il vetro più salutare per l’uomo e per l’ambiente e anche più economico.

Con il vetro si risparmia sicuramente in termini di inquinamento e di salute. Anche a livello economico, poi, il risparmio “virtuoso” è possibile grazie al vuoto a rendere che si basa un circuito sostenibile sia per l’economia familiare che per minimizzare l’inquinamento. 

Alla resa dei conti bere acqua in bottiglie di plastica è un’abitudine insana giustificata da ragioni di scarso spessore. Anche in caso di questioni di salute, c’è pur sempre l’acqua in bottiglie di vetro, più salutare per noi e per l’ambiente. Bere acqua potabile che scorre fresca e sicura dai nostri rubinetti è l’abitudine a cui tutti gli Italiani dovrebbero aspirare per evitare record che non portano valore, in particolare alla salute di tutti noi, del nostro ambiente e del mondo nella sua globalità!

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