Con il termine disidratazione ci si riferisce all’insieme delle alterazioni organiche e funzionali a cui va incontro il nostro corpo quando si beve poco, o meglio quando la quantità di liquidi introdotti è  minore  di quella che si perdono respirando, muovendosi, sudando e in pratica svolgendo le normali attività quotidiane e/o sportive.

La disidratazione in genere è lieve o moderata e si risolve bevendo di più per compensare entrate e uscite di liquidi. Può diventare però anche grave, un’emergenza medica che riguarda principalmente i bambini molto piccoli e gli anziani.

Ma la disidratazione può essere anche acuta o cronica così come isotonica, ipertonica o ipotonica, diverse facce di una condizione da non sottovalutare mai, soprattutto in alcuni gruppi di persone, in presenza di patologie e di altri fattori predisponenti da conoscere per evitare spiacevoli conseguenze per la salute propria e delle persone care.

In questo approfondimento cercheremo di chiarire la definizione di disidratazione illustrandone le cause insieme ai segni e ai sintomi per riconoscerla. Daremo informazioni utili su prevenzione e rimedi indicati per risolvere una problematica che, nelle sue varie sfumature, è la manifestazione reale di cosa succede all’organismo quando si beve poco! 

Bere poco può far male? Definizione di disidratazione

La disidratazione è la manifestazione della carenza o deficit di liquidi corporei totali. In pratica si introducono meno liquidi bevendo o mangiando cibi ricchi di acqua dei fluidi che vengono eliminati con la sudorazione, la respirazione e la minzione. 

Disidratazione sintomi e cause

Nello specifico la gravità della disidratazione viene definita proprio in funzione della percentuale di liquidi persi e infatti si parla di 

  • disidratazione lieve quando la perdita di fluidi corporei è inferiore a 50 ml/kg o la perdita di peso è inferiore al 5%;
  • disidratazione moderata se la perdita va da 50 a 100 ml/kg di liquidi corporei o la perdita di peso rientra in un range dal 5% al 10%;
  • disidratazione grave quando la perdita di liquidi corporei è superiore a 100 ml/kg o la perdita di peso superiore è al 10%.

La disidratazione da lieve a moderata è gestibile anche a casa con il supporto delle indicazioni del medico mentre invece quella grave è un’emergenza sanitaria vera e propria che richiede una visita al pronto soccorso in quanto può portare convulsioni, aritmia cardiaca, shock ipovolemico fino a lesioni o complicazioni anche fatali

La disidratazione inoltre può essere:

  • Acuta: si manifesta in modo repentino e veloce quando le perdite di liquido superano il loro introito. Per capirci è il caso del turista nel deserto che rimane senza acqua ma anche dei frequenti episodi di disidratazione e colpi di caldo dell’anziano nei giorni più afosi dell’estate.
  • Cronica: si tratta di un lieve stato di disidratazione persistente e silente, ovvero bere un pò meno o sudare di più senza compensare abbastanza il fabbisogno giornaliero può determinare alterazioni lievi che però lentamente, quasi in sordina, favoriscono lo sviluppo di problematiche. In particolare la disidratazione cronica sembrerebbe influenzare le normali performance cognitive e l’umore, in particolare nei bambini e negli anziani.

Cause di disidratazione

Le cause della disidratazione sono molteplici: non è solo collegata a un ridotto introito di liquidi ma anche a una loro eccessiva eliminazione. Quindi bere poco è solo una delle principali cause di disidratazione assieme a:

  • Febbre
  • Esposizione al calore
  • Esposizione al caldo-umido in quanto l’aria umida riduce la liberazione di sudore e così la temperatura corporea aumenta determinando un maggior bisogno di liquidi.
  • Attività fisica intensa
  • Attività lavorativa intensa
  • Vomito e/o diarrea
  • Aumento della minzione a causa di un’infezione
  • Lesioni significative alla pelle, come ustioni o ulcere alla bocca, gravi malattie della pelle o infezioni (l’acqua viene persa attraverso la pelle danneggiata)

Inoltre ci sono gruppi di persone più a rischio di disidratazione rispetto ad altri per motivi che variano dalle abitudini di vita allo stato stato di salute. In particolare:

  • Neonati e bambini 

I neonati e i bambini soffrono spesso di diarrea grave e vomito e quindi sono tra i gruppi a maggior rischio di disidratazione. Inoltre tendono anche a perdere una percentuale maggiore di liquidi a causa di febbre alta o ustioni. In più , se da una parte per i bambini molto piccoli e i neonati è spesso difficile capire se hanno sete e  non sono in grado di  bere da soli, poi quando diventano grandi tendono a non rispondere tempestivamente allo stimolo della sete perché spesso preferiscono giocare o guardare la TV. È importante infatti educare i bambini a bere spesso e soprattutto quando hanno sete!

  • Anziani

Con il passare degli anni invecchia anche la capacità di sentire e rispondere allo stimolo della sete. Gli anziani infatti spesso affermano di non avere mai sete e di bere poco. Quindi andrebbero stimolati a introdurre almeno il fabbisogno giornaliero di liquidi. Se non bastasse, invecchiando diminuiscono anche le riserve di liquidi assieme alla capacità di trattenerli. A questi problemi poi spesso si aggiungono malattie croniche come il diabete e la demenza, l’uso di determinati farmaci come i diuretici e problemi di mobilità che limitano la loro capacità di procurarsi l’acqua da soli.

Disidratazione anziani

  • Persone con malattie croniche

Il diabete così come le malattie renali aumentano il rischio di disidratazione così come l’utilizzo di farmaci ad azione diuretica. Per i bambini o gli anziani però anche il raffreddore o il mal di gola aumentano il rischio in quanto diminuisce l’appetito o la voglia di bere.

Segni e sintomi di disidratazione

I segni e sintomi di disidratazione negli adulti variano a seconda della gravità.

Se si tratta di disidratazione da lieve a moderata si possono osservare

  • Aumento della sete
  • Bocca asciutta
  • Stanchezza e spossatezza
  • Assenza di sudore
  • Diminuzione della produzione e del volume di urina
  • Urina densa e di colore più scuro o giallastra
  • Mal di testa
  • Pelle secca
  • Vertigini
  • Diminuzione o assenza della lacrimazione

I suddetti sintomi possono peggiorare rapidamente e indicare una grave disidratazione che si manifesta con:

  • Riduzione drastica o assenza della produzione e del volume di urina gravemente; 
  • L’urina, se presente, poi è concentrata e di colore giallo intenso o arancione ambrato;
  • Vertigini o sensazione di svenimento che rende difficile stare in piedi;
  • Diminuzione della pressione sanguigna e ipotensione ortostatica (quando la persona cerca di alzarsi in piedi da sdraiata la testa gira a causa della pressione bassa);
  • Frequenza cardiaca rapida
  • Febbre
  • Scarsa elasticità della pelle (la pelle torna lentamente alla sua posizione normale quando viene pizzicata)
  • Letargia, confusione o coma
  • Shock

Tali sintomi sono comuni ad adulti e bambini, ma nei neonati e nei bambini molto piccoli si possono rilevare anche:

  • Bocca e lingua secche
  • Assenza di lacrime mentre piangono
  • Lasciano il pannolino asciutto anche per tre ore
  • Occhi e guance infossati
  • Fossetta sulla sommità del cranio incavata
  • Svogliatezza o irritabilità

A tutte le età è necessario recarsi al pronto soccorso se sono presenti:

  • Grave diarrea o diarrea per 24 ore o più
  • Sangue nelle feci e/o feci scure
  • Incapacità di trattenere i liquidi
  • Il soggetto è irritabile e/o disorientato e molto più assonnato e/o meno attivo del solito

Infine l’alito cattivo, i crampi muscolari, la pelle secca e arrossata e la voglia di dolci sarebbero considerati segni di disidratazione di cui si parlerebbe poco. Quando però sono associati a sete intensa con assenza di lacrime o sudore possono fare la differenza per prevenire situazioni gravi. 

Ma come si è certi che si tratti di disidratazione conoscendo i segni e i sintomi? Capiamo come avviene la diagnosi di disidratazione.

Diagnosi e rimedi indicati in caso di disidratazione

In tutti i casi di disidratazione l’approccio indicato è quello di reintegrare i liquidi con acqua, liquidi o una soluzione reidratante. Per scegliere il miglior intervento saranno richiesti esami di laboratorio specifici.

  • Analisi del sangue

In particolare saranno valutati i valori degli elettroliti, ovvero sodio e potassio, e la funzionalità renale ad esempio con il controllo dei valori della Creatina.

  • Analisi delle urine 

Oltre al colore e alla densità, l’analisi delle urine permette di verificare se il paziente è disidratato e la gravità. Ancora una volta i valori della Creatina urinaria permettono di indagare eventuali disfunzioni renali e altri test possono verificare eventuali infezioni della vescica.

Tali analisi in associazione alla conoscenza delle cause di disidratazione permettono di identificare meglio anche il tipo di disidratazione in base alla perdita eccessiva di acqua o elettroliti, cioè sodio e potassio. In particolare si distinguono in:

  • Disidratazione isotonica: sia l’acqua che il sodio vengono persi in modo proporzionale mantenendo i valori di osmolarità del sangue invariati. È causata principalmente da vomito, diarrea o sudorazione eccessiva. Può presentare una diminuzione del volume delle urine con ridotta escrezione di sodio e aumento del suo peso specifico. In aggiunta si possono evidenziare un aumento degli enzimi epatici e pancreatici.
  • Disidratazione ipertonica: viene eliminata più acqua di sodio ed è causata principalmente da febbre alta, poliuria o aumento del volume di acqua nelle urine e della frequenza di minzione tipica ad esempio del diabete mellito, diminuzione dell’assunzione di acqua o sudorazione eccessiva. L’osmolarità sierica supera i 300 mOsm / kg, i livelli di sodio nel sangue sono elevati e le urine presentano un volume più basso, ad eccezione della poliuria, e un peso specifico elevato con aumento dell’escrezione di sodio.
  • Disidratazione ipotonica: l’escrezione di sodio supera quella dell’acqua con diminuzione dell’osmolarità  sierica. Ciò favorisce la formazione di edemi a livello cerebrale. Tale condizione è associata a morbo di Addison, Fibrosi cistica, attività fisica intensa e prolungata, uso non controllato di Diuretici e in genere altre situazioni difficili. Gli esami del sangue e delle urine evidenziano una diminuzione dell’osmolarità sierica e dei livelli di sodio in associazione a un ridotto peso specifico delle urine e dell’eliminazione di sodio.

L’analisi del sangue, delle urine e la conoscenza delle cause sono quindi elementi essenziali per la diagnosi, per capire la gravità e quindi per individuare la miglior cura.

Abbiamo già evidenziato che la reidratazione è l’approccio di elezione. Nello specifico, se si tratta di disidratazione da lieve a moderata il paziente dovrebbe essere in grado di bere e assumere liquidi autonomamente.

Disidratazione bambini

Con i bambini la situazione si complica in base al loro stato di autonomia e, se necessario, si può optare per la reidratazione per via endovenosa. Tale approccio è necessario quando la situazione è grave.

In base poi al tipo di disidratazione verrà scelto anche il tipo di liquido reidratante, ovvero acqua, soluzioni saline o altri liquidi in base alle condizioni del paziente e al tipo di disidratazione, isotonica, ipotonica o ipertonica.

Infatti, l’approccio è in generale personalizzato e questo è possibile grazie al monitoraggio continuo dello stato del paziente. Ad esempio l’integrazione di magnesio e potassio d’estate aiuta a prevenire la disidratazione isotonica da eccessiva sudorazione.

L’utilizzo di soluzioni saline reidratanti nello sportivo invece è indicato per prevenire la disidratazione ipotonica che favorisce l’iponatriemia, o la diminuzione dei livelli di sodio nel sangue. Nei casi più gravi le conseguenze della disidratazione possono infatti essere problematiche, in particolare nell’anziano. 

Conseguenze della disidratazione

Le principali complicazioni della disidratazione sono:

  • Shock ipovolemico dovuto a diminuzione del volume sanguigno basso che può portare ad acidosi e quindi a gravi problemi organici, in particolare danno renale acuto terminali, una condizione potenzialmente fatale;
  • Convulsioni da alterazioni dei livello del sodio che possono essere accompagnate a confusione fino a delirio e coma; 
  • Aritmie cardiache da squilibri del potassio associate spesso ad affaticamento, debolezza e alterazioni muscolari;
  • Colpo di calore, causato dall’aumento eccessivo della temperatura corporea conseguente alla disidratazione;
  • Insufficienza renale da shock ipovolemico con scarso apporto di sangue ai reni, acidosi da ipovolemia, disturbi elettrolitici;
  • Trombosi dovuta all’aumento della viscosità del sangue.

Nel peggiore dei casi si può arrivare a coma e morte quando il sangue non arriva al cervello, in particolare nell’anziano. Il rischio di disidratazione negli anziani è sempre elevato e le conseguenze possono essere gravi a livello di tutti gli organi.

Disidratazione sintomi

 

Si passa da sensazione di fatica, ridotta tolleranza allo sforzo e ipotensione  dovuti a problemi cardiopolmonari e/o stipsi, anoressia, carie e perdita di peso a livello gastrointestinale, per arrivare a decadimento cognitivo e delirio a livello neurologico, ulcere da decubito e infezioni cutanee ricorrenti a livello dermatologico e incontinenza urinaria, insufficienza renale, alterazioni elettrolitiche e aumentato rischio di neoplasie a livello renale. 

Quindi, se si individuano potenziali segni o sintomi di disidratazione, soprattutto negli anziani d’estate o nel neonato, il consiglio è quello di rivolgersi subito al medico di fiducia. Nei casi più preoccupanti, non c’è assolutamente da esitare: si tratta di un’emergenza che richiede l’intervento dei medici del pronto soccorso. 

La disidratazione infatti è una problematica da non sottovalutare mai per il proprio bene e quello dei propri cari: spesso la manifestazione estrema della carenza di una sana abitudine, quella di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno!

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