Si sente sempre più spesso parlare, soprattutto con l’arrivo del caldo, di casi di Legionellosi, un’infezione batterica causata solitamente da Legionella pneumophila e acquisita principalmente per via inalatoria. Questo batterio ama le temperature tra i 25 e i 50 ° C e le acque stagnanti per riprodursi e moltiplicarsi, ma anche le tubazioni o i sistemi di condizionamento o riscaldamento dell’aria mal gestiti, in cui si possono formare incrostazioni o biofilm che creano le condizioni ottimali per la crescita di colonie di Legionella.

Molte persone si chiedono se l’acqua del rubinetto sia sicura da bere. La risposta è assolutamente positiva dato che la malattia del legionario non si trasmette bevendo o usando acqua per cucinare, così come non c’è il rischio di contagio tra le persone, mentre si diffonde per via aerea, attraverso filtri vecchi e non puliti dell’aria condizionata o da rubinetti e tubature di casa in assenza di pulizia e manutenzione ordinaria. Una criticità che può essere controllata e prevenuta seguendo qualche utile consiglio. Conosciamo quindi meglio la Legionella e impariamo qualche utile abitudine per tenerla lontana da casa nostra.

Aria, vapori e Legionella: un rischio da valutare

Iniziamo con la prevenzione, per esempio il condizionatore andrebbe pulito, disinfettato e acceso per un pò con le finestre aperte senza nessuno in casa, prima dell’arrivo del caldo afoso.  Uno spreco? No, una sana abitudine per assicurare un condizionamento salubre della propria casa e arginare il rischio di infezioni da Legionella.

Questo batterio cresce normalmente in acque stagnanti sia naturali (fiumi, laghi, acque sorgive, comprese quelle termali, ecc.) che artificiali (pozzi, piscine, vasche di fanghi, fontane, ecc.) da cui poi può raggiungere anche i condotti delle città, impianti di irrigazione e idrici (tubature, serbatoi, umidificatori e vasche idromassaggio, ecc.) e sistemi di areazione, sia di raffreddamento, come i condizionatori, che di riscaldamento.

Il nome Legionella sembrerebbe portarci a scoperte antiche e lontane richiamando alla mente le famose legioni romane, mentre invece la Legionellosi fu identificata per la prima volta poco più di 40 anni fa. Era il 1976, quando i partecipanti ad un raduno della Legione Americana (di legioni comunque si tratta!) al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia contrassero una grave forma di polmonite che si scoprì poi essere dovuta alla contaminazione batterica del sistema di aria condizionata dell’albergo. Nel 1977 venne poi isolato il batterio Legionella. Venne quindi identificata la Legionellosi come una particolare forma di infezione batterica che si diffonde nell’aria attraverso goccioline di vapore acqueo infettato e si contrae principalmente per via inalatoria, respirando questi vapori di acqua malsani.

Bere acqua non è un rischio in presenza di casi di Legionella

Le evidenze scientifiche confermano che il batterio Legionella si trasmette per via inalatoria e che l’infezione non si contrae né da persona a persona, né bevendo l’acqua del rubinetto o utilizzandola nella preparazione dei cibi. In aggiunta, il sistema WSP (Water Safety Plan) adottato da Gruppo CAP,  non solo controlla e prevede i punti critici di possibili contagi da parte di microrganismi, ma nello specifico della Legionella monitora e ricerca il batterio.

Nonostante bere acqua non rappresenti un rischio per la salute, il suo controllo è considerato significativo in termini epidemiologici e anche preventivi. In parole semplici, l’acqua del rubinetto è sicura da bere non solo perché la Legionella si trasmette per via inalatoria ma anche perché i controlli sulla potabilità escludono la sua presenza.

Nello specifico, il contagio avviene attraverso aerosol di acqua infettata e per via respiratoria mediante la sua inalazione, aspirazione o microaspirazione. La pericolosità della malattia poi è inversamente proporzionale al diametro delle goccioline di acqua o delle particelle infettate: più sono piccole (<5 µ) e più facilmente possono raggiungere le basse vie respiratorie.

Gli studi epidemiologici hanno inoltre evidenziato che ci sono fattori predisponenti a questa infezione batterica, in particolare età, fumo di sigaretta, storia di alcolismo, presenza di malattie croniche e malattie respiratorie, immunodeficienza e una certa sensibilità individuale al batterio. Anche la virulenza e la carica infettante del ceppo (si contano più di 60 specie diverse suddivise in 71 sierotipi di Legionella), così come il tempo di esposizione e la quantità di agente infettante presente nell’ambiente e inalato incidono sulla forma e la gravità dell’infezione. La Legionellosi si manifesta principalmente in due forme:

  • la Malattia del Legionario, la forma polmonare
  • la febbre di Pontiac, non polmonare

La prima con sintomi più gravi simili a una polmonite infettiva, la seconda più leggera ricorda un’influenza. Una volta diagnosticato il contagio, la terapia prevede l’utilizzo di antibiotici.

Come tenere la Legionella lontana dalla propria casa

Il rischio di contagio a livello domestico per via respiratoria è comunque da valutare nel periodo estivo quando le alte temperature sono più favorevoli alla proliferazione del batterio in tubazioni e sistemi di aerazione non puliti e mal gestiti. In particolare diventa importante seguire alcuni consigli o norme di comportamento utili per minimizzare il rischio in presenza di potenziali emergenze di contagio da Legionella.

 

  • Sostituire i filtri del rubinetto, nel punto da cui fuoriesce l’acqua, o lasciarli a bagno con anticalcare.
  • Prima di utilizzare l’acqua per lavarsi o per altre attività domestiche, lasciare scorrere l’acqua calda prima e poi la fredda, allontanarsi dal punto di emissione per un pò e aprire le finestre.
  • Evitare di stazionare all’aperto vicino a sistemi di vaporizzazione o irrigazione o fontane, in via precauzionale.
  • Eseguire durante l’anno una manutenzione, pulizia e disinfezione adatta degli impianti a rischio, dal condizionatore alla vasca idromassaggio, dalla fontana alla piscine.
  • Ridurre il ristagno di acqua facendo scorrere l’acqua e lavando i rubinetti inutilizzati almeno una volta a settimana.
  • Dopo lunghi tempi di inutilizzo è consigliato aprire le finestre di casa, accendere i sistemi di aerazione per il raffreddamento o il riscaldamento e uscire di casa per un po’.

 

Si tratta di indicazioni per limitare il rischio domestico di Legionella, consigli che dovrebbero diventare abitudini utili tutto l’anno per mantenere sempre salubre la casa in cui si vive.

Abbiamo chiarito che l’acqua del rubinetto è sicura quando si parla di Legionella!

La sua infezione si propaga per via inalatoria, in particolare attraverso i sistemi di condizionamento dell’aria o le tubazioni mal gestite. Quindi segui con cura i consigli che ti abbiamo indicato per ridurre il rischio di infezioni domestiche, seppur limitato. Alla fine si tratta di abitudini che possono giovare alle persone e anche alla salubrità dell’ambiente in cui si vive o si lavora!

 

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