Si sente spesso parlare di analisi della qualità dell’acqua ma spesso non si capisce quando è realmente necessario. Si tratta infatti di un ambito che offre diverse possibilità di controllo della qualità dell’acqua di casa o del pozzo. Tra laboratori di analisi accreditati e kit fai da te venduti in farmacia e online, se si vuole conoscere la qualità dell’acqua che si beve o che si utilizza per irrigare l’orto o il giardino, ci sono diverse soluzioni per tutte le tasche.

Bisogna però partire da un presupposto importante: l’acqua di rete è controllata in primis dal gestore del servizio idrico che effettua le analisi periodicamente. La qualità dell’acqua del nostro acquedotto è già controllata. Quindi ci si chiede a ragione quando è necessario eseguire un’analisi della qualità dell’acqua? Inoltre sorge spontanea anche un’altra domanda, il controllo della qualità dell’acqua del rubinetto o del pozzo si può eseguire da soli o ci si deve rivolgere a professionisti?

Vediamo quindi insieme se e quando può essere necessario controllare la qualità dell’acqua di casa, le possibili soluzioni da adottare per ottenere dati utili e di valore e gli eventuali costi.

Analisi dell’acqua potabile ed etichetta dell’acqua

L’acqua potabile per definizione risponde a determinate caratteristiche che ne certificano l’idoneità al consumo umano. L’acqua del rubinetto o in bottiglia è appunto definita potabile quando è conforme a parametri di idoneità chimica, fisica e microbiologica, compresi alcuni parametri emergenti, stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Tali parametri sono stati recepiti dal Ministero della Salute del nostro Paese nel Decreto Legislativo 31/2001, in cui sono stabiliti i valori chimici, fisici e microbiologici di riferimento dell’acqua potabile e anche i processi di analisi standard da adottare. Gruppo CAP in più, dal 2015, aderisce ai Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA) o Water Safety Plan (WSP), un progetto pilota che si basa su un particolare modello di controllo e analisi dell’acqua dell’acquedotto che, oltre a garantire la sicurezza dell’acqua potabile, applica processi volti a prevedere eventuali criticità monitorando costantemente ogni fase del processo di prelievo, potabilizzazione ed erogazione dell’acqua.

Gruppo CAP, inoltre, fornisce insieme alla bolletta, l’Etichetta dell’acqua, documento che serve al cittadino per controllare la qualità dell’acqua potabile che gli viene fornita. L’Etichetta dell’acqua riporta i valori dei principali parametri chimici, fisici e microbiologici di analisi della qualità dell’acqua potabile con i range imposti nel Decreto Legislativo 31/2001, nello specifico:

  • macro-minerali (Solfati, Cloruri, Nitrati, Cloriti, Calcio, Sodio, Magnesio, Potassio)
  • metalli pesanti (Ferro, Manganese, Cromo, Arsenico, Piombo, Nichel)
  • solventi chimici (Clorurati e Aromatici)
  • microinquinanti (diserbanti , pesticidi, altri composti chimici di sintesi)
  • microbiologici (Coliformi totali, Escherichia coli, Enterococchi)

L’Etichetta dell’acqua rappresenta quindi la certificazione della potabilità dell’acqua fornita dall’acquedotto e, qualora altri gestori del servizio idrico non forniscano un documento analogo, è sempre possibile richiedere la certificazione dell’analisi di qualità dell’acqua. Allo stesso modo l’etichetta dell’acqua in bottiglia  ne certifica la qualità oltre che le proprietà nutrizionali.

Analisi dell’acqua potabile: quando è necessaria?

Se l’acqua potabile per definizione è di qualità, perché dovrebbe essere necessario analizzarla? L’Etichetta dell’acqua e altri documenti simili garantiscono la qualità dell’acqua potabile conforme alla normativa vigente fino al punto di entrata dell’acquedotto in qualsiasi proprietà privata.

Infatti dal punto di innesto dell’acquedotto è responsabilità del privato controllare che il sistema di tubazioni siano a norma, che non ci siano infiltrazioni nei tubi che attraversano il proprio giardino e, in generale, che la qualità dell’acqua non venga in qualche molto compromessa a livello chimico, fisico e microbiologico dalla cattiva gestione del proprio impianto. In generale, sarebbe utile che tutti controllassero periodicamente la qualità dell’acqua del proprio rubinetto onde evitare potenziali criticità, in particolare per la propria salute.

Allo stesso tempo, conoscere le caratteristiche dell’acqua di casa permette anche di utilizzare  eventuali sistemi di filtraggio che permettano, ad esempio, di migliorare la resa degli elettrodomestici. Basti pensare al monitoraggio della durezza dell’acqua che potrebbe permettere di attuare delle misure anti-calcare per ottimizzare il mantenimento dei tubi e la resa e la durata di alcuni elettrodomestici.

Per quanto riguarda l’analisi della qualità dell’acqua in bottiglia, potrebbe essere necessaria se si vuole essere certi dei parametri dichiarati in etichetta. Questo può essere il raro caso di persone con particolari esigenze, anche di salute, costrette a monitorare la qualità dell’acqua potabile perché non possono assumere determinate sostanze anche se in quantità conformi.

Come controllare la qualità dell’acqua del rubinetto di casa?

Laboratori di Analisi della qualità dell’acqua

Rivolgersi a professionisti è sempre la scelta migliore. Ci sono infatti diversi Laboratori accreditati per analizzare le acque. Naturalmente un laboratorio accreditato utilizza test e saggi analitici previsti dalla normativa e monitora tutti i parametri chimici, fisici e microbiologici previsti dalla legge. Generalmente anche le aziende che gestisce l’acquedotto svolge a pagamento analisi di qualità dell’acqua. I costi variano dagli 80 € in sù a seconda del tipo di analisi.

Anche Gruppo CAP propone questo servizio ai cittadini del territorio della Città Metropolitana di Milano che potranno richiedere di far analizzare l’acqua del proprio rubinetto di casa.

Kit di analisi dell’acqua fai da te

Sia online che in farmacia sono disponibili diversi tipi di kit fai da te per analizzare la qualità dell’acqua. Questi kit sono in generale costituiti da cartine reattive che a contatto dell’acqua si colorano. Il colore deve essere confrontato con una carta di riferimento che attribuisce alle varie sfumature un valore del singolo parametro. In alternativa alle cartine reattive, possono esserci altri metodi di controllo che comunque utilizzano sempre dei reagenti, ad esempio all’interno di una fiala di analisi, che cambiano colore o altre caratteristiche per misurare la qualità dell’acqua.

Questi tipi di test vengono utilizzati per rilevare la concentrazione di nitrati, solfati e cloruri, la durezza dell’acqua e il pH. Questi kit possono essere utili per monitorare la qualità dell’acqua periodicamente e riscontrare eventuali criticità, al fine comunque di indirizzare poi il singolo a professionisti competenti.

Analisi dell’acqua del pozzo

L’analisi di qualità dell’acqua del pozzo è assolutamente necessaria se viene utilizzata come acqua da bere ma anche per uso domestico o per l’irrigazione dell’orto. In particolare se la si utilizza come acqua da bere, oltre a installare degli adeguati impianti di trattamento per la potabilizzazione delle acque del pozzo, come filtri, impianto di clorazione o lampada UV, è necessario far eseguire un’analisi completa. Serve in particolare per valutare la scelta dell’impianto di depurazione adatto. In seguito è sempre necessario effettuare delle analisi periodicamente e verificarne la qualità.

Oltre a pH, durezza dell’acqua, residuo fisso, colore, torbidità, ossidabilità e la composizione chimica (Nitrati, Nitriti, Ammonio, Cloruro, Calcio, Solfato, Ferro, Piombo, Cromo, Cadmio, Fluoruri, Arsenico), vengono valutati i parametri microbiologici (batteri coliformi 37°C, Escherichia coli, Enterococchi intestinali, Pseudomonas aeruginosa, Stafilococchi patogeni, Clostridium perfringens, Carica batterica totale e altro) ma anche valori indicativi di inquinamento industriale o geologico ( Vanadio, Boro, Alluminio, Selenio, Cianuro, Cloruro di Vinile, Mercurio e altri).

Se si utilizza l’acqua di pozzo anche solo per lavarsi, è comunque consigliato fare almeno un’analisi microbiologica. Se l’acqua del pozzo non risponde a requisiti minimi di qualità, si deve evitare di utilizzarla anche per fare da mangiare. La stessa acqua per l’irrigazione, sia per l’orto che per coltivazioni agricole importanti, deve essere analizzata sia per intercettare eventuali composti chimici o microbi dannosi che per valutarne le caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche.

Una valutazione che permette di verificare l’idoneità all’irrigazione, così come di ottimizzare la coltivazione e garantire la migliore gestione degli impianti di irrigazione. Un aspetto importantissimo quando si tratta di grandi aziende agricole. Sia per l’analisi dell’acqua del pozzo che per quella di irrigazione è consigliato rivolgersi a Laboratori di Analisi certificati.

Oltre ad analizzare la qualità dell’acqua, possono guidare nella scelta di soluzioni adeguate qualora ci fossero problemi. I costi in media si aggirano intorno ai 150-200 €, dipende tutto dal tipo di analisi e dal servizio offerto. In alcuni casi i campioni prelevati dal privato vengono ritirati dal laboratorio, in altri viene offerto un servizio completo di raccolta dei campioni in loco e l’analisi poi in laboratorio. Sono disponibili kit fai da te online o in farmacia, utili in particolare per il monitoraggio continuo della qualità dell’acqua al fine di individuare eventuali problemi e rivolgersi poi a professionisti competenti.

Abbiamo visto quando, perché e come è possibile analizzare la qualità dell’acqua del rubinetto o del pozzo. Il consiglio è sempre quello di scegliere in sicurezza e in professionalità in base alle potenziali ripercussioni sulla propria salute.

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