Tutto ciò che devi sapere sul cloro nell’acqua potabile

By 7 luglio 2017Acqua e salute
cloro nell'acqua potabile

Il cloro disciolto nell’acqua può causare un odore che può essere sgradevole e a volte molto forte e pungente, come ad esempio nel caso delle piscine. Questo odore è dovuto alla trasformazione del cloro in ipoclorito di sodio, una sostanza dal grande potere disinfettante, presente anche nella comune Amuchina. Anche il gusto ne risente, ma bisogna ricordare che il cloro è uno degli agenti chimici migliori per la disinfezione dell’acqua e quindi anche per garantire un’acqua sempre più sicura. A cosa serve quindi il cloro nell’acqua? Cosa comporta per la nostra salute? In questo articolo risponderemo a queste domande e ad altri dubbi che riguardano la presenza del cloro nell’acqua.

Cloro nell’acqua: la storia della clorazione

L’introduzione del cloro per la potabilizzazione delle acque rappresentò agli inizi del ‘900 un importante passo avanti nella soluzione del problema dell’approvvigionamento idrico e della qualità dell’acqua, aiutando a sconfiggere malattie batteriche e virali come il colera, il tifo e la dissenteria. Il cloro diventò così il disinfettante più comune per l’acqua e prevenire la trasmissione di malattie attraverso la pelle o l’ingestione.

Una scoperta che ai tempi rivoluzionò anche la vita delle persone, che finalmente poterono contare su un’acqua sicura e più facilmente disponibile. La disinfezione per clorazione dell’acqua ancora oggi è uno dei metodi utilizzati nel processo di potabilizzazione e nelle piscine.

Col tempo però divenne evidente come le concentrazioni di cloro dovevano essere controllate, per non condizionare negativamente la salute della popolazione e quindi vennero stabiliti limiti e quantitativi consigliati. L’attuale legge italiana (Decreto Legislativo 31/2001), creata sulle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, contiene anche valori parametro per il cloro. Nello specifico i valori stabiliscono i limiti delle concentrazioni di cloro e di alcuni suoi derivati considerate entro livelli sicuri per l’uomo e che quindi fanno da riferimento per il controllo delle analisi e delle caratteristiche dell’acqua potabile.

Il cloro nell’acqua e il suo impatto sulla salute dell’uomo

Il cloro è uno dei disinfettanti a spettro più ampio contro gli inquinanti microbiologici. I parametri di legge prevedono infatti la totale assenza di microrganismi dannosi per l’uomo nell’acqua potabile, in particolare Enterococchi, Escherichia coli e la Legionella. Il cloro è considerato uno dei migliori prodotti per la disinfezione proprio perché è attivo sia contro questi batteri che contro spore e virus. Anche se molto spesso l’acqua di falda non necessita di questo tipo di interventi, poiché è microbiologicamente pura grazie alla sua origine sotterranea, il cloro viene comunque usato in casi particolari o dopo gli interventi di manutenzione sulla rete idrica per evitare contaminazioni.

Il cloro presenta però, come molte sostanze utili, anche delle controindicazioni, se utilizzato in eccesso. Questo ha spinto l’OMS ad analizzare le conseguenze a lungo termine della presenza del cloro nell’acqua sulla salute dell’uomo e a definire poi dei valori parametri di sicurezza per l’acqua potabile. Fondamentalmente il cloro non è di per sé nocivo per la nostra salute, anche perché, facendo decantare l’acqua del rubinetto per un po’ evapora completamente. Il problema più rilevante per la nostra salute è invece rappresentato dai suoi sottoprodotti. In particolare i trialometani e altri derivati organici del cloro potrebbero essere collegati allo sviluppo di alcune problematiche, quando l’assunzione elevata è prolungata nel tempo.

Paradossalmente, ha più controindicazioni il cloro delle piscine, dove l’acqua non viene bevuta. A causa della temperatura più elevata il cloro tende ad evaporare più facilmente e questo, oltre alle quantità sensibilmente più alte, può irritare le mucose o la pelle e creare problemi di irritazione in alcuni soggetti più sensibili. I nuotatori, in particolare, sono il gruppo più esposto a problematiche delle mucose e del sistema respiratorio dovute all’esposizione al cloro.

Il cloro ci vuole

La clorazione rimane comunque uno dei metodi migliori per disinfettare l’acqua perché, in una valutazione tra rischio e beneficio per la salute dell’uomo, l’esposizione ai microrganismi rappresenta una criticità molto più seria rispetto alla presenza di cloro e derivati nell’acqua. In ogni caso nel tempo si sono individuati alcuni metodi alternativi di disinfezione, come l’ozonizzazione, le membrane filtranti e la tecnologia a radiazioni UV, meno “invasive”. Tali metodi spesso accompagnano la clorazione per rendere l’acqua potabile, anche perché presentano il vantaggio di non alterare significativamente sapore e odore. Con la radiazione UV le caratteristiche organolettiche rimangono addirittura invariate. Il cloro però rimane il nostro più potente alleato per un’acqua sempre potabile e sicura al 100%.

Per rendere più efficiente la clorazione, e quindi ridurne le quantità, sono state analizzate le condizioni di pH e temperatura per una disinfezione ottimale e per poter garantire il contatto con il cloro per i 30 minuti necessari a renderlo efficace. Sono state quindi stabilite delle procedure standard di clorazione per mantenere i valori di cloro e derivati entro i limiti sicurezza, eliminare i microorganismi e contemporaneamente non modificare eccessivamente il sapore dell’acqua.

In ogni caso bisogna sottolineare che il metodo di disinfezione durante la potabilizzazione dipende anche dalle caratteristiche di origine dell’acqua: di falda, di sorgente, superficiale o addirittura marina, che possono condizionare la scelta tra i vari metodi di cui abbiamo parlato. Ad esempio le acque di falda profonde, come quelle captate nel territorio metropolitano di Milano, sono pure e prive di inquinanti microbiologici per cui non hanno bisogno di disinfezione. La clorazione però è necessaria quando si fanno attività di manutenzione dell’acquedotto per disinfettare le tubature dopo gli interventi.

È il caso specifico della sporadica presenza di cloro nell’acqua fornita da Gruppo CAP. In tali casi basta far scorrere l’acqua del rubinetto per alcuni minuti e il sapore sgradevole svanirà. Il monitoraggio e l’analisi continua della composizione dell’acqua potabile assicura valori medi molto al di sotto dei valori di sicurezza, evidenziando o meno ogni minima presenza di cloro nell’acqua per una tutela massima della salute del cittadino.

Abbiamo quindi visto insieme che il cloro nell’acqua è un parametro monitorato secondo valori ben al di sotto della soglia di sicurezza per garantire un’acqua potabile di qualità e sana. In aggiunta, Gruppo CAP predilige l’ozonizzazione e la tecnologia a radiazioni UV e sporadicamente la clorazione in caso di manutenzione delle tubature. Un’ulteriore garanzia per l’acqua potabile che esce dal tuo rubinetto e che generalmente è già pura essendo captata da falde sotterranee in profondità.

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