Analisi e caratteristiche dell’acqua potabile

L’acqua è una risorsa preziosa e vitale, e nonostante la sua accessibilità sia un diritto fondamentale dell’uomo, non sempre è disponibile per tutti. L’acqua rappresenta quindi un nutriente essenziale per l’uomo e in qualità di acqua potabile diventa una bevanda dalla formulazione complessa il cui approvvigionamento è fondamentale.

È quindi importante conoscere la quantità di acqua giornaliera consigliata come nutriente ma è soprattutto necessario bere acqua potabile di qualità. Come valutare allora le caratteristiche di un’ottima acqua potabile? Attraverso la sua analisi, in diversi punti della rete idrica, per controllare che risponda ai requisiti biologici, chimici e fisici richiesti per essere definita acqua potabile.

Perché è essenziale conoscere i parametri dell’acqua del rubinetto?

In generale un uomo adulto deve bere almeno 1 litro e mezzo d’acqua al giorno. L’acqua infatti rappresenta assieme al cibo un’importante fonte di minerali, i quali svolgono funzioni vitali per il nostro organismo.

Nello specifico si distingue tra macroelementi o macronutrienti come Calcio, Magnesio, Fosforo, Potassio, Sodio e Zolfo il cui fabbisogno o Valore Nutrizionale di Riferimento (VNR) è espresso in g o mg e gli oligoelementi o microelementi, ossia Cromo, Cobalto, Fluoro, Iodio, Manganese, Molibdeno, Ferro, Fluoro, Iodio, Rame, Zinco e Selenio, il cui fabbisogno è espresso in mg o µg.

Secondo gli studi scientifici, il fabbisogno di acqua giornaliero consigliato integra l’apporto di minerali e acqua dei vari alimenti presenti in un regime dietetico sano, e risponde così in modo efficiente alle necessità dell’organismo senza superare l’apporto massimo.

 

Valori nutrizionali di riferimento (VNR) e LARN (Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana) minerali

Categoria

Minerale
APPORTO MAX BASATO SUL VNR*
LARN** ASSUNZIONE RACCOMANDATA (PRI) LARN** ASSUNZIONE ADEGUATA (AI)






Macronutrienti presenti nell'organismo
in quantità discrete
Calcio 1200 mg 1000 mg
Cloro (Cloruri) 2,3 g
Fosforo (Fosfati) 1200 mg 700 mg
Magnesio 450 mg 240 mg
Sodio 1,5 g
Potassio 3,9 g








Oligo- o microelementi, pur presenti nel nostro organismo solo in tracce, svolgono funzioni biologiche importanti o non sostituibili
Cromo 200 μg 25 μg femmine
35 μg maschi
Ferro 30 mg 18 mg femmine
10 mg maschi
Fluoro (Fluoruri) 4 mg 3 mg femmine
3,5 mg maschi
Iodio (Ioduri) 225 mcg 150 μg
Manganese 10 mg 2,3 mg femmine
2,7 mg maschi
Molibdeno 100 μg 65 μg
Rame 2 mg 0,9 mg
Selenio 83 μg 55 μg
Zinco 15 mg adulti
7,5 mg bambini (dai 3anni agli adolescenti)
9 mg femmine
12 mg maschi
Boro 3,6 mg
*Valori di riferimento in base alla nuova legislazione sull’etichettatura degli alimenti (**LARN 2014 riferiti adulti 18-59 PRI o AI in base al minerale (fonte http://www.sinu.it/html/pag/12-MINERALI.asp)

L’acqua potabile rappresenta infatti una fonte di nutrienti essenziali che però possono creare potenziali problemi per la salute in caso di sovradosaggio. Per questo motivo la concentrazione ideale dei vari minerali nell’acqua potabile è stata calcolata valutando anche il regime dietetico. Ma questo, è solo uno dei requisiti a cui l’acqua potabile deve rispondere per poter ritenere il suo consumo sicuro per la salute dell’uomo.

I valori dell’acqua potabile e la normativa di legge

I requisiti necessari per identificare l’acqua potabile sono stati definiti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), elaborati a livello comunitario con la Direttiva 98/83/CE e recepiti dagli organi di controllo di competenza per ogni Paese, in Italia dal Ministero della Salute con il Decreto Legislativo 31/2001.

In particolare il nostro Ministero della Salute ha strutturato un sistema di organi regionali, provinciali e comunali che a vari livelli controllano la rete idrica e che devono strutturare uno schema operativo di controllo per gli standard di qualità e sicurezza.

La normativa nazionale in materia di qualità delle acque destinate al consumo umano, stabilisce infatti un sistema di analisi dell’acqua potabile volto a garantirne la sicurezza. Tale sistema di controlli prevede l’analisi di campioni prelevati dai pozzi, dagli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione e dalle reti di distribuzione.

In base a questa normativa, l’acqua per essere definita potabile deve rispondere a dei requisiti minimi che prevedono l’assenza di microrganismi pericolosi per la vita dell’uomo e la conformità ai valori di parametro delle sue caratteristiche microbiologiche, chimiche e fisiche e cioè la sua composizione.

Acqua potabile: i parametri considerati nelle analisi dell’acqua

L’acqua ha una sua composizione tipica della sorgente di prelievo. La composizione dell’acqua alla sorgente infatti dipende da quella del terreno che attraversa e con cui viene in contatto.

L’acqua è per sua natura un solvente e un reagente: i minerali, le sostanze inorganiche e organiche e i composti naturali e artificiali presenti nel terreno tendono non solo a miscelarsi con l’acqua, ma anche a reagire tra loro nell’ambiente acquoso che li circonda. L’acqua alla sorgente rispecchia quindi la naturale composizione del terreno circostante, inevitabilmente influenzato anche dall’urbanizzazione, dall’allevamento, dall’agricoltura e dall’industrializzazione e da cui possono derivare sia un potenziale inquinamento che un eventuale rischio microbiologico.

Nel suo percorso dalla sorgente al rubinetto di ogni casa l’obiettivo del sistema idrico integrato è quello di offrire al cittadino un’acqua potabile di qualità per tutte le sue esigenze. L’acqua potabile infatti non viene solo bevuta, ma può anche essere utilizzata per cucinare e per lavarsi. Oppure ancora venire impiegata nella preparazione industriale di alimenti, farmaci o bevande.

I parametri che determinano la potabilità dell’acqua

Per definizione, in base all’art.4 del Decreto Legislativo 31/2001 “le acque destinate al consumo umano non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana”.

La potabilità dunque è un requisito essenziale stabilito anche in base a precisi parametri microbiologici (ad esempio presenza di Enterococchi o di Escherichia coli) e chimici stabiliti dal Ministero della Salute nel Decreto Legislativo 31/2001. Nello specifico il legislatore ha stabilito sia i valori massimi di riferimento, che i metodi di analisi per ogni parametro oltre alle procedure da seguire qualora si presentassero valori non conformi.

Inoltre considerando sempre i rischi biologici, chimici, fisici, sono stati anche identificati dei parametri indicatori e dei parametri emergenti. I primi sono utili per identificare possibili alterazioni della composizione dell’acqua, mentre i secondi considerano alcune sostanze che negli ultimi tempi godono di particolare attenzione per i potenziali pericoli per la salute. Vediamo allora quali sono i valori da considerare per un’analisi dell’acqua ottimale.

1. Parametri chimici

Parametri chimici
Parametro / minerale Limiti Unità di misura
Acrilamide 0,5 µg/L
Antimonio 5 µg/L
Arsenico 0,01 mg/L
Benzene 10 mg/L
Benzo (a) pirene 0,1 µg/L
Boro 1 mg/L
Bromato 10 µg/L
Cadmio 250 mg/L
Cianuro 50 µg/L
Clorito 200 µg/L
Cloruro di vinile 0,5 µg/L
Cromo 0,05 mg/L
Dicloroetano 3 µg/L
Epicloridrina 0,1 µg/L
Fluoruro 1,5 mg/L
Idrocarburi policiclici aromatici 0,01 µg/L
Mercurio 1 µg/L
Nichel 20 µg/L
Nitrato (ione) 0,5 mg/L
Nitrito (ione) 0,5 mg/L
Piombo 10 µg/L
Rame 1 mg/L
Selenio 10 µg/L
Tetracloroetilene + Tricloroetolene 10 µg/L
Trialometani 30 µg/L
Vanadio 50 µg/L

Tabella creata in base ai dati del Ministero della salute.

Per ogni sostanza sono stati definiti dal Ministero della Salute, in base alle indicazioni dell’OMS, dei valori di riferimento massimi entro i quali la concentrazione di ogni elemento è considerata sicura per la salute dell’uomo. Da un confronto tra i VNR (Tabella 1) e i valori parametro (Tabella 2) riferiti ad alcuni minerali essenziali per l’uomo, è evidente come la loro concentrazione nell’acqua potabile sia ampiamente al di sotto dell’apporto massimo giornaliero raccomandato per ogni nutriente.

I valori parametro rappresentano nello specifico dei requisiti essenziali per definire la potabilità dell’acqua. Le sostanze presenti nella tabella sono quelle identificate dall’OMS in base ai dati scientifici di analisi e controllo delle acque potabili. La Tabella 2 riporta invece i principali composti chimici naturali e di sintesi: minerali e metalli pesanti che si possono trovare nell’acqua potabile o altre sostanze naturalmente presenti o immesse nell’ambiente dall’uomo, ad esempio residui dei prodotti dell’industria o dell’agricoltura.

Naturalmente, per le sostanze chimiche non riportate in tabella sono previsti degli interventi per valutare il potenziale rischio caso per caso. La frequenza dei controlli per tutti gli elementi si basa su uno schema operativo in cui sono stabiliti anche i tempi di ogni singola procedura ordinaria, straordinaria ed extra-ordinaria. In particolare, Gruppo CAP esegue di routine circa 100 prelievi giornalieri e 690 mila determinazioni analitiche annue e presto su tutto il territorio gestito verrà adottato il Water Safety Plan, sistema avanzato già avviato in alcuni comuni, che prevede controlli ancora più stringenti.

Ogni zona la sua particolare composizione chimica, e quindi il sistema di controllo WSP prevede l’analisi degli elementi tipicamente presenti nell’acqua di un determinato territorio, seguendo precise mappature e misurazioni geologiche della falda. Per le altre sostanze presenti in Tabella 2 ma atipiche in un determinato territorio, sono previsti comunque dei controlli di monitoraggio.

2. Parametri indicativi ed emergenti

Parametri indicatori ed emergenti
Parametro indicatore Limiti Unità di misura
Alluminio max 0,2 mg/L
Ammonio 0,5 mg/L
Carbonio organico totale 0,1-10 mg/L
Cloruro 250 mg/L
Clostridium perfringens assenza
Colore priva
pH 6,5 - 8,5
Conduttività 2500 a 20°C μS/cm
Conteggio colonie valore da considerare
Cloro max 0,2 mg/L
Durezza** 15-50 °F
Zolfo (come solfato) 250 mg/L
Cromo 0,05 mg/L
Ferro 0,2 mg/L
Manganese 0,5 mg/L
Odore e sapore Accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale
Ossidabilità 5,0 mg/L O2
Residuo fisso*** - minimamente mineralizzate <50 mg/l
- oligominerali <500 mg/l
- minerali 500 - 1000 mg/l
- ricche di sali minerali >1500 mg/l
Sodio 200 mg/L
Torbidità Accettabile per i consumatori e senza variazioni anomale
Parametro emergente Limiti Unità di misura
Amianto**** 7 milioni fibre/L
Tallio 0,002 mg/L
Sostanze PFOS***** 0,2 μg/L
Sostanze PFOA****** 0,4 μg/L

* Misurata a 20°C.
** Valori consigliati nel decreto legislativo 31/2001: 15-50 °F (il limite inferiore vale per le acque sottoposte a trattamento di addolcimento o di dissalazione).
*** Determinato a 180 °C.
**** Le concentrazioni di amianto rinvenute nelle acque potabili in distribuzione sono abbastanza variabili con un valore massimo misurato di 130 mila fibre/L, molto inferiori al limite stabilito
***** acido perfluoroottansulfonico – sostanza perfluoroalchilica
******Acido perfluoroottanoico – sostanza perfluoroalchilica

I parametri indicativi rappresentano invece valori di controllo, riferiti a potenziali rischi microbiologici (Clostridium perfringens, Conteggio colonie), alla presenza di alcune sostanze chimiche (Alluminio, Ammonio, Carbonio organico totale, Cloruro, Cloro, Zolfo come solfato, Cromo, Ferro, Manganese, Rame e Sodio) e a variazioni di alcune proprietà chimico-fisiche dell’acqua potabile (residuo fisso e conducibilità elettrica, pH, durezza dell’acqua, colore, odore e sapore).

I parametri indicativi in linea generale non sono considerati pericolosi per la salute ma rappresentano degli utili indizi per rilevare un cambiamento nella qualità dell’acqua potabile e quindi rappresentano un importante indicatore di prevenzione del rischio potenziale. Nello specifico considerando i parametri chimico fisici riportati in tabella, possiamo affermare che la conducibilità elettrica, il residuo fisso e la durezza dell’acqua sono indici di controllo delle variazioni di concentrazioni di alcuni sali minerali nella composizione dell’acqua potabile.

Il pH dell’acqua è invece considerato un utile parametro per monitorare costantemente la corrosione delle tubature e degli impianti, così come per valutare l’efficacia della disinfezione residua e per prevenire alterazioni di aspetto, odore e sapore dell’acqua. I parametri emergenti valutano essenzialmente la presenza di alcune sostanze che negli ultimi anni sono considerate un potenziale pericolo per la salute dell’uomo. In particolare si tengono monitorate le sostanze perfluoroalchiliche, l’Amianto e il Tallio.

3. Parametri microbiologici

I parametri di analisi microbiologica prevedono principalmente la determinazione della presenza di  Enterococchi e di Escherichia coli, in quanto entrambi sono indice di una recente contaminazione dell’acqua, a cui deve seguire un’accurata disinfezione. Se la loro presenza permane, sono indicatori di inadeguata disinfezione, della presenza di problemi nel sistema di distribuzione o della mancanza di integrità del sistema idrico.

Sono però utilizzati anche come indicatori per valutare la buona riuscita di interventi di risanamento o di sostituzione delle tubazioni. Per altri contaminanti microbiologici non indicati, qualora si sospetti la presenza di microrganismi che possono risultare pericolosi per l’uomo, le ATS locali, cooperando con i gestori del sistema idrico e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) assicurano una ricerca e un controllo supplementare come approccio precauzionale focalizzato alla prevenzione del rischio, come previsto dal Water Safety Plan.

WSP: un nuovo approccio di analisi e controllo delle acque potabili

Fino a poco tempo fa il sistema di controllo della rete idrica si basava esclusivamente sulla sorveglianza periodica. Dal 2015 gruppo CAP ha attivato un progetto pilota approvato dall’ISS, che applica il Piano di Sicurezza dell’Acqua (PSA), o Water Safety Plan (WSP). Si tratta di un sistema di approccio, valutazione e gestione del controllo di sicurezza dell’acqua completamente diverso, già attivo in alcuni Paesi e che presto diventerà obbligatorio seguendo la recente Direttiva dell’Unione Europea.

Il WSP è un modello di controllo della qualità e della sicurezza dell’acqua potabile che segue  le Linee Guida dell’OMS, ormai arrivate alla quarta edizione, ma con un approccio non più basato sulla sola sorveglianza ma sulla prevenzione e il monitoraggio continuo, attraverso la valutazione e la gestione del rischio potenziale. Sono stati elaborati sia un sistema di monitoraggio dell’acqua potabile in base al territorio sia un controllo continuo in tempo reale su tutta la filiera di erogazione del servizio idrico, oltre ai già prelievi periodici già esistenti.

Questo permette di monitorare e analizzare la composizione dell’acqua dalla sorgente fino al rubinetto di ogni casa e di individuare su più punti di prelievo potenziali rischi biologici, chimici, e fisici, non solo sulla base di requisiti nazionali ma anche territoriali. Questo nuovo approccio si distingue per essere integrato, trasversale, mirato alla prevenzione e in particolare fortemente orientato al coinvolgimento di diversi esperti del settore, dal gestore del servizio idrico all’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) della Città metropolitana di Milano e all’ATS (Agenzia di Tutela della Salute), per arrivare alla Regione Lombardia, alle Università, all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e al Ministero della Salute.

Un sistema quindi basato su controlli e analisi più capillari, precise e “personalizzate” in base alle caratteristiche chimico fisiche del singolo territorio.

L’etichetta dell’acqua: la certificazione dell’acqua potabile personalizzata sul territorio

In tutta Italia vengono utilizzati parametri di riferimento comuni, come si può vedere nella seguente tabella.

Intervalli di valori di parametri analitici di norma registrati nelle zone centrali delle più grandi città italiane*
Parametro / minerale Range Unità di misura
pH 6,78-7,8 Unità di pH
Conduttività elettrica (1) 241-1176 μS/cm
Durezza (2) 6,8-35,7 °F
Residuo fisso (3) 188-730 mg/L
Calcio 20,6-98 mg/L
Magnesio 4-27,3 mg/L
Sodio 4-124 mg/L
Potassio 0,4-23 mg/L
Cloruro 6,5-100 mg/L
Fluoro 0,1-0,63 mg/L
Fosforo 0,05-976,5 μg/L
Zolfo (come solfato) 9-167,3 mg/L
Cromo 1-17 μg/L
Ferro 2-34,5 μg/L
Manganese 1-26 μg/L
Rame 0,1-83,5 μg/L

(1) Misurata a 20°C.
(2) Valori consigliati nel decreto legislativo 31/2001: 15-50 °F (il limite inferiore vale per le acque sottoposte a trattamento di addolcimento o di dissalazione).
(3) Determinato a 180 °C.
* Valori analitici registrati nelle zone centrali delle seguenti città: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina, Padova e Trieste.
Fonte: Ministero della Salute

Gruppo CAP invece, attivando il progetto WSP, garantirà non solo un controllo preventivo sul rischio in base all’ambiente ma anche un’analisi personalizzata dell’acqua nel proprio territorio. Già da tempo, con la bolletta viene anche spedita l’Etichetta dell’acqua di ogni comune, un documento attraverso il quale ogni cittadino può controllare la qualità della propria acqua potabile confrontando, per ogni voce, i valori dei propri parametri con i limiti previsti per legge.

Nello specifico i laboratori di Gruppo CAP (accreditati ISO 17025:2005 nel rispetto delle prescrizioni di ACCREDIA, n° accreditamento 697) controllano i seguenti parametri che sono anche monitorati dall’ATS:

  • macro-minerali (Solfati, Cloruri, Nitrati, Cloriti, Calcio, Sodio, Magnesio, Potassio)
  • metalli pesanti (Ferro, Manganese, Cromo, Arsenico, Piombo, Nichel)
  • solventi chimici (Clorurati e Aromatici)
  • microinquinanti (diserbanti , pesticidi, altri composti chimici di sintesi)
  • microbiologici (Coliformi totali, Escherichia coli, Enterococchi)

Tra i vari parametri presenti nel Decreto Legislativo 31/2001 sono stati scelti quelli più affini all’acqua del territorio di Milano. territorio che vanta comunque un’acqua di ottima qualità, tanto che più del 50% di quella immessa in rete non ha bisogno di alcun tipo di trattamento. Una qualità che non ha nulla da invidiare all’acqua in bottiglia e che è facilmente fruibile non solo a casa ma anche presso le case dell’acqua.

Ad oggi sono presenti oltre 150 case dell’acqua sparse per il territorio che nel 2016 hanno erogato quasi 30 milioni di litri di acqua. Le case dell’acqua rappresentano sia un servizio di erogazione dell’acqua potabile per i cittadini che una sensibile riduzione della produzione di rifiuti. Sono quasi 20 milioni le bottiglie di plastica da 1,5 litri risparmiate, corrispondenti a circa 800 mila kg di plastica e a quasi 2000 kg di CO2 non immessa nell’ambiente. Un’iniziativa che valorizza quindi l’acqua potabile del territorio e allo stesso tempo difende l’ambiente!

Il gestore del servizio idrico deve assicurare al cittadino un sistema che dalla sorgente all’ultimo miglio i requisiti micro-biologici, chimici e fisici richiesti per l’acqua potabile. Un sistema allo stesso tempo orientato a studiare le caratteristiche specifiche del territorio di competenza al fine di personalizzare il controllo dell’acqua potabile e prevenire al meglio eventuali rischi e imprevisti, anche nelle condizioni più critiche.

Il gestore deve erogare un servizio in cui al centro c’è la persona e la sua salute, il cittadino e il suo diritto di poter usufruire senza rischi dell’acqua potabile a casa e ovunque sul territorio. Un servizio assicurato ogni giorno garantendo la potabilità della TUA acqua. Bevi in sicurezza dal rubinetto un’acqua potabile di qualità!

Ricevi le notizie di Gruppo CAP

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Analisi e caratteristiche dell’acqua potabile
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Analisi e caratteristiche dell’acqua potabile
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L’acqua è uno dei beni più preziosi e la sua disponibilità e accessibilità è vitale. La scienza ci spiega che dove non c’è acqua non c’è vita e l’esperienza ci insegna che la siccità rappresenta una grande criticità per l’uomo.
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Acqua del rubinetto
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