Acqua per calcoli renali: quale bere e in che quantità?

By 6 settembre 2017Acqua e salute
acqua e calcoli renali

Il binomio acqua e calcoli renali ha innescato negli anni l’ampia diffusione di diverse credenze popolari che la scienza non sempre conferma, favorendo l’ingiustificata demonizzazione del residuo fisso dell’acqua e una corsa all’acquisto di depuratori d’acqua domestici.

In questo articolo cercheremo di dare valore alle sane abitudini motivate dalla letteratura scientifica, dove l’acqua indicata per le persone con calcoli renali non sembra distinguersi dall’acqua del rubinetto.

Bere tanta acqua sicuramente aiuta a prevenire i calcoli renali

Quando si parla tra amici di calcoli renali la reazione più comune è quella di sentir proferire il consiglio di bere tanta acqua, almeno 2 litri al giorno. Un consiglio che trova una giustificazione nella letteratura scientifica solo quando si è nell’ambito della prevenzione. Gli studi hanno infatti evidenziato che bere almeno 2 litri di acqua al giorno è un’abitudine utile per prevenire la formazione di calcoli renali.

È stata effettivamente evidenziata una maggior tendenza allo sviluppo di tale problematica nei soggetti che vivono nei paesi caldi. La sudorazione eccessiva non compensata da un adeguato introito di acqua favorisce la concentrazione delle urine e quindi la formazione di calcoli in soggetti predisposti.

Quando però si è in presenza di diagnosi di calcolosi, gli studi evidenziano che solo il medico deve decidere la quantità di acqua giornaliera da bere. Ci sono infatti quadri clinici legati alla calcolosi per i quali bere eccessive quantità di acqua può favorire alcune complicanze come coliche renali e, nei casi più delicati, ostruzioni renali, legati generalmente al fatto che la diluizione delle urine può favorire il movimento del calcolo.

calcoli renali

Residuo fisso e durezza dell’acqua potabile sono uno “scudo”

Quando si parla di calcoli renali e acqua un’altra reazione comune è quella di preoccuparsi della durezza dell’acqua potabile e in bottiglia in quanto indice della loro concentrazione in sali di magnesio e calcio.

Probabilmente dal momento che la maggior parte dei calcoli renali sono formati da precipitati di ossalato di calcio, è molto diffuso il consiglio di utilizzare acque leggere o moderatamente oligominerali. Tale credenza non è affatto giustificata dalle evidenze scientifiche, anzi numerosi studi epidemiologici tendono a confermare l’esatto contrario. In particolare la maggior parte dei dati presenti in letteratura hanno evidenziato che la durezza dell’acqua è un fattore protettivo per quanto riguarda i calcoli renali.

Nello specifico, la concentrazione di magnesio nell’acqua svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione della formazione di calcoli. Altri studi scientifici inoltre, hanno sottolineato che la concentrazione di calcio nell’acqua non è correlata alla maggior incidenza di calcoli renali. Tutti gli studi clinici ed epidemiologici suggeriscono principalmente di bere acqua in abbondanza e di intervenire nella dieta, privilegiando un’alimentazione povera di ossalati e di sodio, con un adeguato apporto di calcio, in cui ai grassi saturi si preferiscano i mono o polinsaturi, riducendo infine, le proteine a favore di un maggior consumo di frutta e verdura.

dolori calcoli renali

Acque particolari? No, è essenziale bere

Per prevenire la formazione dei calcoli renali gli studi scientifici confermano quanto sia importante bere almeno 2 litri di acqua al giorno, senza preoccuparsi di residuo fisso, di calcare o di altro. Come consigliano la maggior parte dei medici, per prevenire la formazione di calcoli renali bisogna bere e l’acqua del rubinetto alla fine è la scelta più economica, ecologica e sicura per tutti.

Per quanto riguarda le persone predisposte o che hanno problemi di calcolosi renali, in generale, ancora una volta, la letteratura scientifica non giustifica la preferenza per un tipo di acqua particolare e l’acqua potabile di casa rimane un’acqua di qualità e sicura per legge. In ogni caso, il medico è il professionista di riferimento a cui rivolgersi, in particolare per sapere quanta acqua bere.

Abbiamo visto che l’acqua potabile che scorre dal tuo rubinetto, non ha nulla da “invidiare” all’acqua in bottiglia, anche quando si parla di calcoli renali. Ricordati poi che bere almeno 2 litri di acqua è un buon suggerimento per prevenire i calcoli renali e che il parere del tuo medico è il consiglio che vale sempre!

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