L’ipertensione, secondo recenti dati epidemiologici, colpisce circa 15 milioni di Italiani sopra i 55 anni con un’incidenza superiore al 35% della popolazione. In particolare l’innalzamento della normale pressione sanguigna sembra colpire più gli uomini (33%) che le donne (31%). L’elevata pressione sanguigna rappresenta uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo delle malattie cardiovascolari: si stima che il 40% delle morti da ictus e il 25% da malattia coronarica sia associato all’ipertensione. Il trattamento dell’ipertensione è quindi fondamentale e, oltre alla terapia farmacologica, prescritta quando necessaria, prevede anche l’educazione del paziente fin dai primi stadi a nuove abitudini che prevedono di seguire uno stile di vita e un regime alimentare sani per ridurre al minimo ogni rischio. Nello specifico, la riduzione dell’introito di sale è risultata fondamentale per controllare la pressione e ridurre qualsiasi rischio legato alla pressione alta. In particolare, si raccomanda la diminuzione del sale nella dieta, una raccomandazione indicata anche nelle Linee Guida per una sana alimentazione quando ci si riferisce nello specifico agli ipertesi. Il sodio però è contenuto anche nell’acqua e quindi sorgono spontanee due domande: “Che tipo di acqua bere con la pressione alta? Quanta acqua bere per abbassare la pressione?” Scopriamolo insieme!

Ipertensione: breve guida

pressione alta Si definisce ipertensione un aumento della pressione sanguigna caratterizzata da una massima (pressione sistolica)  sopra i 140 mmHg associata o meno a una minima (pressione diastolica) oltre i 90 mmHg. Sono inoltre considerati a rischio da monitorare valori pressori medi ≥130/80 mmHg al monitoraggio pressorio delle 24h o ≥135/85 mmHg alle misurazioni domiciliari. Si stima che delle 15 milioni di persone con problemi di pressione alta una piccola percentuale non ne sia consapevole, tanto che la diagnosi per molti arriva già a uno stadio avanzato. La misurazione regolare della pressione sanguigna è il metodo consigliato per la diagnosi, in particolare quella precoce. Si distinguono nello specifico due forme di ipertensione, primaria e secondaria, e diversi stadi della malattia.  L’ipertensione quindi può essere:
  • Primaria o essenziale
È la forma di ipertensione più diffusa: colpisce più dell’80% delle persone. La sua causa non è nota ma sembrerebbe associata alla genetica, ovvero all’eredità familiare. La terapia va personalizzata non essendo nota l’origine.
  • Secondaria o identificabile
Colpisce il 15-20% degli ipertesi ed è associata a cause note e per questo è più facile identificare la terapia. L’ipertensione inoltre si sviluppa per stadi:
  • Pre-ipertensione caratterizzata da una pressione normale/alta in genere con la massima tra i 130 e 139 mmHg e la minima tra 85 e 89 mmHg.
  • Stadio 1 caratterizzato da una massima tra i 140 e 159 mmHg e/o una minima tra 90 e 99 mmHg.
  • Stadio 2 caratterizzato da una massima tra i 160 e i 179 mmHg e/o una minima tra i 100 e i 109 mmHg.
  • Stadio 3 caratterizzato da una massima sopra i 180 mmHg e/o una minima con valori superiori ai 110 mmHg.
Fino allo stadio 1 in assenza di altre patologie il trattamento si limita a correggere le abitudini di vita e alimentari scorrette e dallo stadio 2 in poi verrà aggiunta la terapia farmacologica per il controllo della pressione. Adesso ci si chiede: “Che ruolo può avere l’acqua nella gestione della pressione alta? Esiste un tipo di acqua che può abbassare la pressione?

Ipertensione: quanta acqua bere?

L’aumento della pressione rappresenta un elevato fattore di rischio per la salute in quanto è associato a un irrigidimento dei vasi arteriosi che a loro volta favoriscono nel tempo, dalla pre-ipertensione allo stadio 4, l’innalzamento pressorio dato che il cuore deve vincere una sempre maggiore resistenza dei vasi. La diagnosi precoce aiuta a controllare l’innalzamento della pressione che, quando avviene nei primi stadi, permette una miglior gestione del paziente nel tempo. A tal proposito è fondamentale conoscere i fattori associati allo sviluppo della malattia. In particolare si possono evidenziare alcuni fattori favorenti primari:
  • la genetica o la familiaritа;
  • l’avanzare dell’etа;
  • il sesso;
  • l’obesità.
A questi si aggiungono fattori secondari che nel tempo assumono una certa rilevanza. Un esempio è proprio l’incidenza nella donna che varia a seconda dell’età. Nello specifico si è evidenziato che nelle donne il rischio è minore rispetto agli uomini fino ai 55 anni, ovvero con l’arrivo della menopausa, con le sue alterazioni ormonali, per loro le probabilità di sviluppare ipertensione aumentano e superano quelle degli uomini. Tale tendenza però può essere ulteriormente favorita da un mix di abitudini di vita e alimentari poco sani, per tutti, ovvero:
  • alimentazione ricca di grassi e di sale;
  • vita sedentaria e assenza di una regolare attività fisica;
  • abuso di alcol e abitudine al fumo;
  • stress;
  • uso di alcuni farmaci.
In aggiunta, possiamo a tutti gli effetti identificare il bere poco tra le cattive abitudini che favoriscono l’aumento della pressione. In linea generale, quando si consiglia di bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno per mantenersi in salute, si sottintende anche il riferimento esplicito al mantenimento di una normale pressione sanguigna. Le evidenze inoltre sottolineano che bere acqua nelle quantità giornaliere utili a compensare le sue perdite, proprio 1,5-2 litri in base anche all’attività svolta, aiuta a controllare la pressione negli ipertesi. L’equilibrio idrico è infatti fondamentale anche per mantenere la pressione normale nei soggetti sani o per aiutare ad abbassarla se ci sono problemi di massima e/o minima alte. Molte persone con problemi di pressione chiedono però quale acqua bere per abbassare la pressione o mantenerla sotto controllo?

Quale acqua bere se ci sono problemi di pressione alta?

Tra i fattori secondari, uno dei più importanti su cui agire è la riduzione dell’assunzione di sale nella dieta come fonte di sodio. Le Linee guida per una sana alimentazione consigliano un apporto di sale controllato che per le persone con problemi di pressione alta diventa il più possibile povera di questo condimento. Ridurre il contenuto di sale nella dieta a molte persone sembra difficile dato che il cibo diventa insipido. In realtà, il palato nel tempo si abitua a un ridotto apporto di sale e quel pizzico di condimento sarà sufficiente a esaltare il sapore di ogni piatto. Ecco perché quando si assaggia un piatto alcune persone lamentano la mancanza di sale quando altre lo sentono troppo. Chi soffre di ipertensione quindi deve abituarsi al poco salato per assaporare ogni piatto e ridurre un fattore di rischio non trascurabile. Il sodio però è contenuto anche nell’acqua potabile sia quella del rubinetto che in bottiglia. Non a caso, alcuni brand di acqua in bottiglia hanno puntato parte del loro marketing esaltando l’assenza di sodio o il basso residuo fisso in alcuni slogan pubblicitari. In realtà, l’assenza o il basso contenuto di sodio nell’acqua non sembra abbassare la pressione mentre invece il sale nella dieta sì. Per chi ha problemi di pressione si consiglia di bere acqua oligominerale o leggermente mineralizzata con residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l, ovvero va benissimo anche l’acqua del rubinetto. In alcuni casi particolari, il medico può consigliare acque povere di sodio (<20 mg/L) in associazione a una dieta a basso contenuto di sale in persone con problemi gravi di pressione alta. Al contrario ricordiamo che le acque sodiche sono consigliate nello sportivo o in alcuni soggetti con problemi di pressione bassa invece che alta. Infine, è utile sapere che le acque povere di sali di sodio, calcio e magnesio non sono risultate un sostegno per abbassare la pressione, si tratta di una falsa credenza. Le evidenze scientifiche sottolineano che il magnesio e il calcio contenuti nell’acqua potabile proteggono le persone dallo sviluppo di problematiche cardiovascolari, tra cui anche l’ipertensione.   Abbiamo visto che chi ha problemi di ipertensione può bere tranquillamente l’acqua del rubinetto o qualsiasi altro tipo di acqua oligominerale, salvo diversa indicazione del medico che valuterà in base alle condizioni di salute generale del singolo se è il caso di utilizzare acque iposodiche. Non esiste infatti un’acqua da bere per abbassare la pressione, al limite bisogna diminuire l’introito di sodio diminuendo il sale nella dieta e utilizzare un’acqua iposodica se il medico lo ritiene opportuno, ad esempio se si assumono diuretici. In ogni caso, chi ha problemi di pressione alta dovrebbe cambiare alimentazione e stile di vita per controllare la pressione in associazione o meno alla terapia farmacologica. Quindi è importante:
  • Seguire un’alimentazione povera di grassi, ad eccezione degli omega 3 dal pesce, ricca di frutta e verdura come fonte di fibre e vitamine e povera di sale
  • Evitare il fumo;
  • Svolgere una regolare attività fisica anche leggera come una passeggiata di almeno 20 minuti al giorno;
  • Evitare lo stress;
  • Mantenere il peso controllato;
  • … E bere almeno 1,5 litri di acqua oligominerale al giorno salvo diverse indicazioni del medico!