Perché abbiamo sete?

By 12 giugno 2017Acqua e salute

La sete è un riflesso condizionato dalle esigenze del nostro organismo che per necessità ci invia un segnale che ha la funzione di mantenere il bilancio idrico tra entrate e uscite di acqua. Quando abbiamo sete è il nostro corpo che ci parla e ci invita a bere. Ascoltiamolo perché è importante per la nostra salute. Bere acqua è una necessità per mantenere importanti funzioni vitali e rimanere in salute. Scopriamo insieme perché.

Il bilancio idrico è la “forza” dell’acqua corporea

Per svolgere le sue varie funzioni l’acqua è presente nel nostro organismo fino in profondità. I 2/3 dell’acqua totale sono presenti all’interno delle membrane cellulari, dove l’acqua rappresenta la componente principale dei fluidi intracellulari e dei liquidi extracellulari (plasma, linfa, liquido interstiziale e liquido cefalorachidiano). A governare però la maggior parte delle sue funzioni vitali è il bilancio idrico, una specie di “forza” che permette a tutte le attività fisiologiche governate dall’acqua di avere luogo.

Il bilancio idrico infatti deve essere sempre in equilibrio tra entrate e uscite di acqua al fine di mantenere l’osmolarità, cioè la stessa concentrazione di sali disciolti nel liquido intracellulare e in quello extracellulare (in particolare quello tra cellula e cellula). Inoltre mantiene costante anche il valore del volume del plasma e quindi del sangue. Sono certamente concetti e parole complesse: vediamoli meglio insieme.

Entrate e uscite fisiologiche di acqua

L’acqua che noi beviamo è essenziale per mantenere il bilancio idrico tra le entrate e le uscite di acqua corporea. In condizioni normali l’acqua viene eliminata principalmente con le urine (1,5 litri al giorno) e poi con le feci e dalla perdita di acqua attraverso la pelle e persino dai polmoni (ca 0,7 L/giorno). Le entrate invece sono garantite da tutti i tipi di bevande (800-1500 ml), tra cui la più consigliata resta sempre l’acqua, poiché come abbiamo già visto, l’acqua potabile è anche una buona fonte di minerali utili al nostro organismo, senza però apportare zuccheri in eccesso.

L’apporto di liquidi proviene inoltre dal cibo (500-700 ml) e dall’acqua endogena prodotta dal nostro metabolismo. In particolare, per ogni grammo di grassi ingerito produciamo 1 ml di acqua, per ogni grammo di carboidrati 0,55 ml e infine per ogni grammo di proteine 0,41 ml.

L’equilibrio tra entrate e uscite di acqua è vitale: pensate che se il nostro peso corporeo cala dell’1% a causa di perdite di acqua, queste possono essere facilmente riequilibrate nell’arco di 24 ore, ma già al 10% la perdita di acqua può essere troppo consistente, e quindi fatale. Il nostro organismo è in salute se il bilancio idrico è in equilibrio e infatti è “progettato” per avere un sofisticato sistema di controllo. In tutto il nostro corpo sono presenti delle sentinelle chiamate recettori, in grado di intercettare le più sensibili alterazioni del bilancio idrico (sia esso eccesso o carenza d’acqua) e attivarne il riequilibrio.

Cosa succede a livello profondo?

I recettori segnalano ai sistemi di riequilibrio fisiologico del bilancio idrico:

1. Variazioni dell’osmolarità dei liquidi intracellulari ed extracellulari

L’osmolarità condiziona il volume del liquido intracellulare, ovvero della cellula, in base alla concentrazione di soluti o sali nel liquido interstiziale, uno dei costituenti dei liquidi extracellulari. I due liquidi devono avere la stessa concentrazione di sali. Se il liquido intracellulare ha una maggior concentrazione di sali, l’acqua quindi tende per osmosi a passare all’interno della cellula fino a quando l’osmolarità ritorna in equilibrio, favorendo la tonicità della cellula. Al contrario, se il liquido interstiziale è più ricco di sali, la cellula raggrinzisce poiché l’acqua passa all’esterno.

2. Variazioni del volume del sangue

Anche il volume del sangue deve rimanere sempre costante, altrimenti si possono avere pericolose conseguenze al sistema cardiovascolare. Se il volume aumenta si ha un innalzamento della pressione sanguigna, poiché il sangue è meno denso. Al contrario se cala il contenuto di acqua nel plasma, il sangue diventa più vischioso, la pressione diminuisce e il cuore si affatica.

Le sentinelle avvisano, il nostro organismo risponde

Le sentinelle sparse nel nostro corpo sono quindi molto sensibili alle minime variazioni dei volumi intracellulari e plasmatici e possono attivare sistemi di compensazione per riequilibrare entrate e uscite di acqua. In particolare se i volumi aumentano il nostro organismo favorisce la produzione di urina, mentre invece se diminuiscono attiva lo stimolo della sete. Ad esempio quando mangiamo troppo salato: il corpo percepisce una maggior presenza di sali e per riequilibrare i liquidi stimola immediatamente a bere.

La risposta allo stimolo della sete è però variabile, in particolare anziani e bambini tendono ad avere una sensibilità ridotta, ecco perché sono a forte rischio di disidratazione. Nello specifico i bambini piccoli non sono ancora abituati a rispondere correttamente allo stimolo della sete (come ad altri stimoli) e spesso preferiscono continuare a giocare, gli anziani invece percepiscono meno la sete in conseguenza al deterioramento dei meccanismi renali e neurologici che lo attivano e governano, ovviamente dovuto all’età.

La disidratazione non è infatti un rischio da sottovalutare. Si può sopravvivere a lungo senza cibo, ma dopo soli 2 o 3 giorni senza assumere qualsiasi tipo di liquido la vita corre un rischio gravissimo. Una disidratazione del 10% è già molto grave perché altera seriamente le nostre funzioni organiche, ma quando poi si arriva al 20-30% di perdite può anche sopraggiungere la morte. Il rischio di intossicazione da acqua o iperidratazione è molto più difficile, dato che si possono assumere tranquillamente fino a 9,5 litri di acqua al giorno. Superata questa soglia però si diluiscono in modo pericoloso le concentrazioni degli elettroliti organici, come ad esempio il sodio (iponatriemia).

Abbiamo quindi scoperto perché abbiamo sete e perché è necessario rispondere ai segnali che il nostro corpo ci lancia. Bere acqua è una reale fonte di benessere per le nostre funzioni vitali e aiuta anche le nostre prestazioni fisiche e mentali, lo dicono gli studi scientifici. Alla fine siamo fatti principalmente d’acqua e quindi non possiamo che averne bisogno.

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