Trattamento acque reflue: come funziona?

By 22 novembre 2017Acqua e ambiente
trattamento acque reflue

Il trattamento delle acque reflue rappresenta l’insieme dei processi di depurazione degli scarichi civili e industriali che permette di restituire all’ambiente un’acqua pulita. Nel lungo percorso dell’acqua, infatti, il suo utilizzo da parte dell’uomo rappresenta una specie di prestito ed è quindi essenziale mantenere l’equilibrio di tutto l’ecosistema in cui viviamo. Vediamo insieme in che cosa consiste la depurazione delle acque nere e anche come noi possiamo e dobbiamo contribuire  evitando di inquinare l’ambiente in cui viviamo.

Acqua pulita per l’uomo e il suo ambiente

L’acqua che esce dai rubinetti delle case della Città metropolitana di Milano è di ottima qualità già alla fonte e Gruppo CAP opera al meglio per renderla e mantenerla buona e sicura per i cittadini ma anche pulita quando viene reimmessa nell’ambiente dopo il suo utilizzo. Il trattamento dei reflui fognari rappresenta infatti un momento cruciale per l’impatto ambientale e la lotta all’inquinamento. Gruppo CAP segue procedure controllate e certificate per garantire il ritorno al nostro ambiente di acqua pulita. Si tratta di processi di depurazione mirati a eliminare e inattivare tutta una serie di inquinanti, da rami, foglie, stracci per arrivare ai più piccoli particolati e anche ai batteri.

Le acque reflue provenienti dalle nostre case o dalle industrie sono molto sporche quando confluiscono nelle nostre fognature. Gli impianti di depurazione di Gruppo CAP rappresentano il punto dove le fognature riversano le acque nere per essere pulite. Il trattamento delle acque di scarico è un servizio essenziale che paghiamo nella bolletta dell’acqua per garantire acqua pulita all’interno di un ciclo vitale per l’uomo e l’ambiente in cui vive.

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Le fasi di depurazione dell’acqua

La depurazione delle acque di scarico da parte di Gruppo CAP consiste in complesso processo che utilizza tecnologie ad elevata resa per garantire sempre acqua pulita. Vediamo ora insieme le fasi di depurazione delle acque di scarico.

  • Passaggio dell’acqua attraverso sistemi di griglie di diverso calibro che permettono di selezionare e bloccare i rifiuti in base alle dimensioni. Tali rifiuti saranno quindi raccolti e separati per mantenere l’efficienza dell’impianto stesso.
  • Passaggio per le vasche di dissabbiatura e disoleatura che permettono di dividere, scartare e raccogliere sabbie e terriccio sul fondo e oli e grassi in superficie. Per questi è prevista poi la scrematura e l’invio al pozzetto di raccolta.
  • Arrivo al “cuore” del processo di depurazione: le vasche di ossigenazione biologica. In queste vasche si utilizzano batteri “buoni” che mangiano sostanze organiche inquinanti. Questi batteri sono adatti alla depurazione ma hanno bisogno di ossigeno, iniettato nella vasca, come carica  energetica per nutrirsi.
  • Fase finale di eliminazione dello sporco che avviene nelle vasche di sedimentazione. In particolare i batteri ben nutriti rimanendo nella vasca tendono a unirsi in “fiocchi di fango attivo” dal tipico colore marrone che precipitano nel fondo. I singoli batteri invece galleggiano in superficie essendo molto leggeri. I fanghi ricchi di sostanze inquinanti sul fondo vengono quindi aspirati e separati dall’acqua.
  • L’acqua ormai depurata passa infine alla disinfezione per essere riversata nell’ambiente pulita e resa sicura per tutti.

Il riciclo degli scarti del trattamento delle acque di scarico: fertilizzanti ed energia

I fanghi prodotti dall’impianto di depurazione possono essere usati anche come fertilizzanti in agricoltura. Ma prima necessitano di alcuni trattamenti eliminare i residui di acqua ancora presenti.

I fanghi vengono raccolti in un grande serbatoio e sottoposti a un processo di disidratazione che attraverso una forte pressione su teli filtranti, separa l’acqua ancora presente riducendone il volume. I fanghi disidratati vengono quindi inviati ad impianti di trattamento atti a trasformarli in utili fertilizzanti.

Ma dal processo di depurazione Gruppo CAP ricava anche energia. Infatti la autoproduce nei propri impianti a biogas. Il biogas proveniente dalle sezioni di digestione anaerobica dedicate alla stabilizzazione dei fanghi che così ricavato è utilizzato nei depuratori di maggiori dimensioni per la produzione di energia elettrica e termica tramite cogeneratori.

A questo si aggiunge la scelta di Gruppo CAP di monitorare costantemente l’efficienza energetica dei propri impianti al fine di rispettare al meglio l’ambiente in cui viviamo.

La nostra responsabilità verso l’ambiente

Il trattamento delle acque reflue è fondamentale per ridare alla natura un bene prezioso come l’acqua in condizioni ottimali. Il nostro comportamento però diventa critico quando scegliamo di non contribuire a mantenere l’acqua pulita. Ognuno di noi deve infatti seguire abitudini di vita “sane” e responsabili per non inquinare l’acqua e l’ambiente.

Per essere chiari passiamo a indicazioni pratiche che spesso vengono ignorate:

  • i cotton fioc, i mozziconi di sigaretta, i pezzetti di plastica e altri rifiuti solidi di piccole dimensioni non vanno gettati nel water
  • olii e grassi da cottura devono essere raccolti negli appositi contenitori e non nel lavello della cucina dato che sono molto pericolosi
  • non esagerare con i detergenti per la cura della persona e la pulizia della casa

La lotta all’inquinamento ambientale coinvolge tutti noi e le buone abitudini nelle singole case possono fare la differenza per il nostro ambiente.

Abbiamo visto che il trattamento delle acque di scarico insieme a un comportamento responsabile da parte del cittadino rappresentano una garanzia importante per contribuire a mantenere pulito l’ecosistema  in cui viviamo.

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